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L’antica storia della sapa di miele o abbamele

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La Sapa di Miele di Sardegna

 

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Pane di Sapa o abbamele

La saba o sapa è uno sciroppo ottenuto da una base zuccherina  cotta, tipico della Sardegna ma diffuso anche in ‘Emilia Romagna dove è utilizzato come base dell’aceto tradizionale di Modena ma deve la cui reale origine è molto antica.

E’ utilizzata come dolcificante, ma anche come alimento per alcune ricette tipiche. La saba è conosciuta anche con il nome di sapa, o “abba” viene fondamentalmente prodotto con il miele, il mosto di vino oppure si sfruttavano le produzioni spontanee di fichi d’india che arricchivano i passaggi di campagna o che spesso fungevano da delimitatori naturali delle proprietà private, questa usanza però e sempre meno frequente e a cause dell’alto costo della raccolta e lavorazione.

Mentre per quanto riguarda la produzione della sapa di vino si utilizzava il mosto di uva non ancora fermentato, l’origine della sapa di miele era dovuta invece dovuto al fatto che era semplicemente un recupero della “spremitura” del miele raccolto o meglio “tagliato”, infatti sino a 50 anni fa e prima dell’introduzione dei moderni alveari razionali gli sciami di api erano tenuti su di un tronco cavo di sughero, il cosiddetto “bugno rustico” il favo contenente il miele era un tutt’uno con il nido e solo una serie di legni a croce all’interno del bugno rendevano la posizione dei favi ordinata, ma per poter raccogliere il miele bisognava  strapparlo brutalmente con le mani oppure più efficacemente tagliare la parte superiore e ricca di miele con una lama.

sapa di miele o abbamele
Sapa di miele bio terrantiga

I favi venivano raccolti in un catino di metallo o di sughero e coperti con uno telo per evitare che le api o altri insetti attirati dal dolce liquido vi si posassero rimanendo per sempre intrappolati; successivamente alla raccolta si soleva caricare su un mulo il raccolto per poi portarlo a casa.

Di solito l’operazione veniva fatta nella cucina dove i favi di miele venivano puliti dalle api che erano rimaste imprigionate e che durante la schiacciatura potevano ancora pungere, quindi finalmente  venivano spremuto il miele e poi raccolto in vasi di terracotta o di vetro.

Al termine del lavoro quello che rimaneva erano i favi di cera intrisi di miele e a quel punto si passava al lavaggio dei favi con acqua molto calda, la cera si sperava dal miele salendo in superficie mentre l’acqua zuccherina dal sapore di miele diventava la base per la futura sapa, grazie ad una cottura lenta che ne concentrava sempre di più il grado zuccherino per aromatizzata e aumentare la sua consistenza si utilizzavano  arance o mele cotogne e dell’altro miele.

Al termine della bollitura la sapa di miele era pronta, veniva conservata dentro dei grossi baratoli di vetro o dei secchielli, era una risorsa molto importante che si poteva usare per produrre una serie di importanti dolci come ad esempio il famoso “pane è saba”, quindi chi la produceva spesso la barattata con del lardo o della stoffa od altri alimenti, seguendo l’antica tradizione contadina di chi non butta via nulla e sfrutta tutte le risorse che ci regala la natura.

 

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pane e saba

 

 

Come produrre la Sapa di miele fatta in casa.

 

1 kg di miele

250 ml di acqua

100 grammi di arance

100 grammi di mele cotogne.

Mescolare l’acqua con il miele e portare in ebollizione per 6 ore.

Pulire con un setaccio o un colino tutte le impurità, inserire le arance e le mele cotogne e far bollire per altre 2 ore.

Al termine della bollitura, filtrare finemente, aspettare che la sapa di raffreddi e confezionare.

 

Come fare un pane e saba

Farina di grano 500 gr.

Noci… 100 gr.

Mandorle 50 gr.

Uva passita… 60 gr.

Uova… 2

Cannella… 10 gr.

lievito di birra… 25 gr.

Sapa di miele 350 gr.

 

 

PREPARAZIONE

Sciogliete il lievito con un’appena di acqua tiepida e lo impastate con la farina e 300 grammi di sapa.

Impastate fino a quando l’impasto si presenta liscio e compatto… ora aggiungete le noci a pezzi le mandorle e l’uva passa, le due uova, la cannella

Impastate nuovamente fino ad amalgamare bene gli ingredienti, lasciate l’impasto fermo per un’ora circa.

Mescolate nuovamente l’impasto e formate i pani delle dimensioni che preferite per poi sistemateli in un cesto

Coprite con un telo iniziale e una o due coperte affinché restino al caldo

Lasciate lievitare tranquillamente al caldo i futuri pan’e saba per 24 ore, trascorse le quali potete infilate i pani nel forno a calore moderato.

lasciate cuocere a vostro piacimento infilando uno stecchino per appurarvi dell’avvenuta cottura, una volta cotti levateli e lasciateli raffreddare poi spennellateli con la sapa rimasta e guarnite l’esterno con noci e mandorle.

 

 

 

 

Abbinamenti

In principio la sapa rappresentava un alimento energetico per le fatiche della campagna, condiva dando struttura e sapore agli alimenti tipici della cucina rustica, zuppe di ceci e castagne, fagioli lessati e verdure cotte.
In Sardegna la sapa di miele vuol dire soprattutto “su pani de Saba” il classico pane degli sposi, condito con o senza frutta secca.
Squisita sui i formaggi freschi, sulla polenta grigliata, o per accompagnare dolci e gelati.
Una delle più classiche e tradizionali ricette è di presentarla con della ricotta fresca, come dessert di fine pasto. Desiderate stupire? Trasformate una semplice insalata mista in qualcosa di più aggiungendo all’olio, sale e aceto 2 cucchiaini di sapa di miele.