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tosse e mal di gola ? il miele può essere un rimedio migliore degli antibiotici.

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Il miele un rimedio migliore degli antibiotici.

 

Anche la scienza lo ammette, il miele è più efficace di molti antibiotici applicato in una cura per le malattie aeree e la tosse.

 

Uno dei maggiori dilemmi dell’epoca moderna sui trattamenti in caso di tosse e mal di gola è quello tra scienza e antiche usanze, che spesso sono state considerate dalla scienza moderna delle semplici “stregonerie”, ora a quanto pare i vecchi rimedi si prendono la loro meritata rivincita.

Sicuramente la scienza allopatica ha sviluppato importanti conquiste e l’utilizzo di vaccini e antibiotici che hanno permesso all’umanità di aumentare enormemente le aspettative di vita e la speranza di sopravvivenza nei confronti di tantissime patologie.

vaccino cvd 19
il vaccino cv19 la speranza per un ritorno alla normalità.

Però purtroppo già da alcuni anni la farmacologia mondiale si sta confrontando con il problema dei superbatteri capaci di resistere agli antibiotici a causa del largo utilizzo che si è fatto degli antibiotici non solo per curare gli uomini ma anche negli allevamenti intensivi, l’uso intensivo e senza troppe regole ha quindi reso alcuni di questi batteri più resistenti e quindi letali quando entrano dentro un organismo con difese immunitarie compromesse.

D’altronde epidemie che al giorno d’oggi possono essere curate molto facilmente con l’utilizzo di antibiotici in passato hanno creato milioni di morti, epidemie che è bene ricordarlo sono state di gran lunga più pericolose del tristemente famoso CVD 19.

eucalipto 250gt.
il miele di eucalipto, uno dei mieli preferiti per combattere la tosse, in molti lo legano alle qualità terapeutiche della pianta.

E forse dovuto a questi super batteri che anche la medicina moderna si sta chiedendo se è corretto, soprattutto in fase pediatrica continuare a curare con un utilizzo massiccio di antibiotici; Senza ponderare se i vecchi rimedi naturali possono ottenere lo stesso risultato supportando l’organismo nella sua fase di momentanea difficoltà diventando quindi un efficace aiuto alternativo agli antibiotici.

 

 

l’università di medicina Oxford ha raggruppato 14 studi clinici di settore su 1.761 partecipanti di tutte le età e i risultati sono stati straordinari.

 

È risultato sorprendente come le cure a base di miele non solo hanno dato risultati simili all’utilizzo di antibiotici ma in 2 studi su 4 hanno riportato la conclusione della fase patologica 1 o 2 giorni prima rispetto alle classiche cure allopatiche, questa notizia è stata riportata anche da importanti testate nazionali come il Guardian.

 

I ricercatori della Oxford University Medical School comunque segnalano che il miele non è una sostanza semplice da analizzare, la matrice e le suo componenti possono variare anche in modo sensibile così come la loro qualità quindi necessitano di ulteriori studi anche di fronte alla possibilità di un test tramite placebo, inoltre queste affezioni del cavo orale sono spesso legate a patologie di tipo virale dove l’uso degli antibiotici è sconsigliato se non controproducente nella maggior parte dei casi, eppure capita che questi farmaci vengano somministrati in modo improprio.

In conclusione, questa ricerca pone nuovamente una problematica a livello normativo, dove il miele viene considerato esclusivamente un alimento mentre anche la ricerca moderna afferma che l’antica credenza che l’alveare sia fonte di alimentazione ma anche cura contro determinate patologie non sia così lontana dalla realtà, quindi sarebbe il caso di riformare seriamente la normativa italiana ed europea sui claim utilizzabili nelle etichette dei mieli.

Dopotutto non si capisce perché, se la comunissima acqua può essere definita “acqua della salute” o che il suo consumo “aiuta l’organismo a stare meglio”. nel caso del miele e della propoli o della pappa reale vi è una continua ghettizzazione in un quadro normativo che li considera esclusivamente dal punto di vista analitico ed alimentare.

L’ultima ricerca di settore definisce il miele con questi termini “più efficace e non dannoso rispetto alle altre alternative di cura, evita di causare i danni dalla resistenza ai farmaci antimicrobici” assolutamente consigliato nella maggior parte dei casi.

Ora però vige un dilemma “come poter comunicare questi aspetti in Italia e in Europa di fronte ad una normativa ormai obsoleta ?”

probabilmente le associazioni apistiche durante le fasi di stesura delle normative sull’etichettatura negli anni passati non avevano sufficienti elementi per porre la questione di un indicazione nutraceutica .

ma alla luce del massicci ingressi di miele falso Cinese e delle sue triangolazioni. Di fronte ad un apicoltura che produce sempre meno e che è obbliga a puntare sulla qualità per diversificarsi da una concorrenza sleale, si dovrà valutare questo aspetto divenuto ormai inderogabile se consideriamo il successo che il Manuka ha avuto a livello mondiale grazie ad una narrazione che a noi Italiani è preclusa.

 

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